Presentazione monografia – Angelo Bacchetta a Palazzo Pignano. Tra arte sacra, restauro e ritrattistica

16 maggio 2026

16 maggio 2026
ore 18
Villa Marazzi
Palazzo Pignano

presentazione della monografia
Angelo Bacchetta a Palazzo Pignano. Tra arte sacra, restauro e ritrattistica

Aprirà l’evento la presentazione, curata dal Dott. Gabriele Valesi, della monografia Angelo Bacchetta a Palazzo Pignano. Tra arte sacra, restauro e ritrattistica, in cui verrà illustrato il profilo biografico di Bacchetta, si procederà successivamente con l’analisi delle sue opere conservate nella chiesa di Cascine Gandini, nel cimitero e nella Villa Marazzi di Palazzo Pignano. La presentazione si articolerà in tre tematiche: l’arte sacra, il restauro e la ritrattistica.  Seguirà poi l’inaugurazione di una piccola esposizione, dove vi sarà occasione di vedere i dipinti dell’artista collocati nelle suggestive sale della villa. 

Opere presenti nelle sale della villa che saranno fruibili in seguito alla presentazione: 
Sant’Ortensia (Palazzo Pignano, Villa Marazzi, cappella)
Ritratto di Ortensia Vimercati Sanseverino (Palazzo Pignano, Villa Marazzi)
Ritratto di Paolo Marazzi (Palazzo Pignano, Villa Marazzi)
Ritratto di Ortensia Premoli (Palazzo Pignano, Villa Marazzi)

Angelo Bacchetta è stato uno degli esponenti più rappresentativi della pittura cremasca tra Ottocento e Novecento. Si formò presso l’Accademia di Brera, dove studiò per diversi anni, tra il 1853 e il 1862, in questi tempi seguì vari corsi ed ebbe modo di assistere anche alle lezioni del noto artista romantico Francesco Hayez (Venezia, 1791 – Milano, 1882). In seguito agli anni di alunnato egli tornò a Crema, dove alternò l’attività artistica con l’insegnamento scolastico del disegno e della calligrafia. Nonostante l’impegno didattico, Bacchetta fu un pittore produttivo ed ebbe anche una carriera degna di nota, infatti già nel 1870 fu invitato a esporre al celebre Salon di Parigi e qualche anno più tardi, dopo ad aver donato un album miniato al re d’Italia Umberto I (Torino, 1844 – Monza, 1900), ricevette una prestigiosa commissione di un quadro dal sovrano, che venne eseguito nel 1893 ed è oggi conservato a Roma, al Quirinale. La produzione del pittore cremasco variò nel corso degli anni e spaziò dalla pittura di storia a quella sacra, dalla ritrattistica alla scena di genere e paesaggio.  

In particolar modo la monografia, come la presentazione, ha come obbiettivo quello di raccontare, tramite opere selezionate del pittore, gli episodi di committenza, le scelte iconografiche e stilistiche che caratterizzano i lavori da lui eseguiti, ubicati nel territorio di Palazzo Pignano. 

Lo studio prenderà in considerazione la pala d’altare conservata nella chiesa Santa Maria Nascente, rappresentante la Madonna con il Bambino e sant’Antonio abate del 1876, opera rimasta sinora poco studiata, ma che trova alla luce delle nuove indagini degli interessanti spunti stilistici, che la rendono unica tra i dipinti dell’artista cremasco e una tela di raro pregio stilistico nel contesto artistico lombardo del sacro. 

Di rilevante importanza, tra le opere di Bacchetta, è anche la cappella centrale del cimitero di Palazzo Pignano, di cui altare venne consacrato nel 1903, in seguito alla ristrutturazione dell’edificio secondo il progetto dell’artista, testimoniato da un prezioso disegno acquarellato recentemente riscoperto, conservato presso il Museo Civico di Crema e del Cremasco. Il pittore non si occupò solamente di ridefinire il profilo architettonico del sacello, bensì si impegnò a dipingere gli interni e alcune parti della facciata, portando nella tradizione del neogotico, a cui si rifà anche l’architettura, un linguaggio artistico differente e in linea con le ricerche stilistiche dei colleghi. 

Altri dipinti fondamentali, in gran parte ancora inediti, del pittore sono conservati presso le sale della Villa Marazzi: si tratta di una pala d’altare rappresentante Sant’Ortensia e tre ritratti, che testimoniano l’essere camaleontico di Bacchetta e ne tracciano un’evoluzione stilistica, poiché vi si trovano dipinti che spaziano dal 1877 al 1905.  

Si tratta di opere, quelle di Palazzo Pignano, sinora poco indagate o inedite del catalogo dell’artista, che riscontrano importanti confronti con la pittura regionale, collocando l’esperienza del pittore in un contesto artistico di più ampio respiro.  Gli studi che confluiranno nella monografia pongono come risultato conseguibile l’aggiornamento del catalogo delle opere di Bacchetta e il loro inquadramento in un contesto di ampie vedute, tra correnti artistiche e influenze stilistiche. 

Gabriele Valesi, classe 1999, si è laureato in Storia e Valorizzazione dei Beni Culturali presso il Dipartimento di Musicologia e Beni Culturali (con sede a Cremona) dell’Università di Pavia il 14 febbraio 2024 con una tesi dedicata all’artista Angelo Bacchetta (Crema, 1841-1920), con un focus sulle opere conservate presso il Museo Civico di Crema e del Cremasco. 

Nel dicembre del 2023 ha dedicato una conferenza, seguita dalla pubblicazione di un saggio, al pittore presso il suddetto dipartimento universitario, rientrante nel ciclo Cremona, l’Italia, l’Europa. Percorsi di Storia dell’arte dall’antichità al contemporaneo

In seguito al conseguimento del titolo, ha continuato la ricerca sul pittore, curando nello stesso 2024, insieme al conservatore Alessandro Barbieri e Alessandro Boni, la mostra e il catalogo dedicato alle Nuove Acquisizioni, Angelo Bacchetta, Eugenio Giuseppe Conti, Gianetto Biondini (Crema, Museo Civico di Crema e del Cremasco, 18 maggio – 28 luglio 2024). 

In occasione della mostra Egittomania. Luigi Manini e Antonio Rovescalli tra pittura e scenografia (Crema, Museo Civico di Crema e del Cremasco, Pinacoteca, 17 maggio – 28 settembre 2025), curata dallo stesso insieme ad Alessandro Barbieri e al curatore della sezione egizia Christian Orsenigo, ha avuto modo di precisare il rapporto che intercorse tra Bacchetta e il cognato, il pittore, architetto e scenografo Luigi Manini (Crema, 1848 – Brescia, 1936). 

Inoltre nella rivista Insula Fulcheria, ha pubblicato due articoli, insieme ad Alessandro Barbieri, dedicati all’arte funeraria a Crema e nel Cremasco, ricostruendo un catalogo di opere dell’artista, in gran parte quasi perdute. 

 

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