Concerto – XLIII FESTIVAL PIANISTICO INTERNAZIONALE MARIO GHISLANDI

24 maggio 2026

24 maggio 2026
Ore 21
Auditorium Manenti
Via Cesare Battisti, 2

XLIII FESTIVAL PIANISTICO INTERNAZIONALE MARIO GHISLANDI

concerto di
Karina Tseng

Domenica 24 maggio anche la XLIII edizione del Festival Pianistico Internazionale “Mario Ghislandi” arriverà al termine, ospitando la pianista americana Karina Tseng, che inizierà la propria esibizione cremasca con il virtuosismo di due delle 555 Sonate per clavicembalo di Domenico Scarlatti.
La K.322 in la maggiore presenta un’articolata melodia sostenuta da un basso continuo più semplice, in un discorso affascinante e gradevole. Sarà seguita dalla K. 27 in si minore, bipartita e dall’andamento incalzante nel più tipico stile barocco, che alterna brillanti virtuosismi a tocchi più malinconici con qualche influenza spagnola. Un esempio di Classicismo sarà rappresentato dalla Sonata in la bemolle maggiore, Hob. XVI:46 di Haydn, ideata per l’intrattenimento di corte e composta verso il 1767, conosciuta anche quale “Divertimento op.53 n.6”. Appare come un dialogo galante nei suoi tre movimenti e mostra una graziosa raffinatezza nei temi lanciandosi pure in arditezze armoniche ed elaborazioni caratterizzate da piacevole brillantezza. Melodico e lieve l’”Adagio” centrale che precede un finale vivace e virtuosistico. Karina Tseng proseguirà con Waldszenen op. 82 di Schumann, scene della foresta in nove pezzi scritti fra il 1848 e il ’49. Il titolo rimanda a un’ispirazione scaturita dal mondo della natura, non tanto descrittiva quanto finalizzata a una profonda introspezione. L’”Entrata” d’esordio e l’”Addio” finale suggeriscono un viaggio iniziatico in cui il bosco rappresenta la parte oscura dell’uomo, giunto alla conoscenza di sé e alla liberazione della sua fantasia. La scrittura tecnicamente impegnativa rende con complessità il messaggio profondo del brano, secondo il quale uscendo dal bosco, importante elemento simbolico del Romanticismo tedesco, si diventa più ricchi spiritualmente. Il concerto prevede in chiusura le Variazioni in si bemolle minore op. 3 di Karol Szymanowski, autore polacco che le diede alla luce intorno al 1901-1903. Si tratta di una composizione giovanile influenzata dallo stile romantico di Chopin e di Brahms, giungendo anche a Skrjabin e a Strauss. Il tema “Andantino tranquillo e semplice” viene rielaborato in dieci Variazioni dal carattere cromatico e polifonico seguite da un Finale e mostrano il talento armonico e tecnico del compositore, prima della sua evoluzione stilistica matura. La scrittura complessa e l’arduo virtuosismo ne fanno una pagina non popolare ma scelta da professionisti esperti della tastiera, per la scrittura densa dal linguaggio personale e audace al di là delle riconoscibili influenze. La serata prevede anche l’esibizione del Coro “C. Monteverdi”, fondato e diretto dal maestro Bruno Gini, ricordando la figura del loro collaboratore Aldo Ghislandi, fratello di Mario, con quattro brani: An Irish blessing per coro a cappella e lettura del testo, poi Ave Maria di Caccini, Le Cantique de J. Racine di Fauré e O care selve di Beethoven con accompagnamento del pianoforte.

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