Concerto pianistico – XLIII FESTIVAL PIANISTICO INTERNAZIONALE MARIO GHISLANDI
17 maggio 2026
17 maggio 2026
Ore 21
Auditorium Manenti
Via Cesare Battisti, 2
XLIII FESTIVAL PIANISTICO INTERNAZIONALE MARIO GHISLANDI
Domenica 17 maggio la XLIII edizione del Festival Pianistico Internazionale “Mario Ghislandi” vedrà esibirsi il giovane pianista Gabriele De Feo, che giunge a Crema dopo essersi aggiudicato tantissimi premi.
La sua performance alla tastiera prevede in apertura le Variazioni su un tema di R. Schumann op.9 di Brahms, composte nel 1854: sedici Variazioni in fa diesis minore tratte dai Bunte Blätter op.99 di Schumann e
dedicate a Clara Schumann che già ne aveva scritte sette sullo stesso tema nel 1853. Il mentore di Brahms era stato internato in manicomio, per cui l’autore rivela il suo intento compositivo realizzando un insieme di pagine che lasciano poco spazio alla mera ornamentazione, costruendo al contrario un discorso estremamente intimo, scritto forse più per sé stesso e per i propri amici, in grado di afferrarne riferimenti a ricordi e sottili allusioni. La lettura del tema infatti avviene in profondità, grazie a elementi che ne trasformano emotivamente il tessuto originario. Nella penultima variazione appare uno struggente omaggio a Schumann, chiudendosi poi con un andamento pensoso che suggella l’opera introspettiva e raffinata. Segue l’ultima della quattro Ballate di Chopin, in fa minore op.52 del 1842. Rispetto alle precedenti è più complessa ed elaborata, sviluppandosi in ampiezza con la presenza di due temi e rappresentando una splendida fusione stilistica fra Notturno, spunti pastorali, elaborazioni contrappuntistiche e tecniche, oltre a perseguire una accurata ricerca timbrica. De Feo propone poi Sei pezzi per pianoforte di Respighi, scritti fra il 1903 e il 1905, in un viaggio attraverso l’esplorazione di differenti linguaggi musicali. Così si passa dal gusto squisitamente francese, agli stilemi barocchi, come ai richiami al Classicismo, lasciando segnali che rimandano ora all’Impressionismo ora alle composizioni romantiche di Chopin o alla particolare scrittura di Fauré. Il compositore, trascrittore e musicologo esprime qui un esempio della sua personalità di rappresentante della cosiddetta “generazione dell’Ottanta”, alla ricerca continua di un rinnovamento linguistico che rielabori con tocco personale la produzione del passato. Il programma del concerto si chiude con lo Scherzo n.1 in si minore op. 20 di Chopin.
Ancora l’autore polacco che proprio qui esprime in una mirabile pagina la cocente delusione per la caduta di Varsavia, dopo il suo arrivo a Parigi, grazie all’aiuto dell’amico Thomas Albrecht a cui dedicò il pezzo fra il 1830 e il ’31. La struttura del primo dei quattro Scherzi appare assai varia nei ritmi e nel carattere, lasciando spazio pure a una dolce melodia polacca natalizia da cui traspare la sua nostalgia per la patria lontana.